Takis S. Pappas

La lezione greca

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pappasPer la maggior parte degli osservatori l’attuale crisi della Grecia e in primo luogo una crisi fiscale. Gia si contano innumerevoli rapporti su come deficit e debito pubblico siano stati aumentati dai governi che si sono succeduti, sulle condizioni del pacchetto di salvataggio offerto al Paese, sui margini d’interesse dei bond in Grecia (e non solo). Tanta attenzione e, ovviamente, del tutto comprensibile, se si tiene conto sia dell’enormita del problema chel’economia greca ha di fronte sia della possibilita di ricaduta su altre economie dell’Eurozona o addirittura sull’economia mondiale.

Ma da che cosa e stata causata la crisi? E stato un caso di disastrosa gestione economica o ha avuto origine nel malfunzionamento del sistema politico del Paese?

Sono domande non banali. Perche, se la crisi fosse semplicemente dovuta a cattiva gestione economica, allora una ricetta economica, per quanto amara, dovrebbe bastare a rimettere in ordine l’edificio. Ma se la crisi ha le sue origini nelle gravi patologie del sistema politico degli ultimi tre decenni, il recupero richiedera molto piu di una saggia amministrazione economica: richiedera la rifondazione dell’intero sistema politico e istituzionale greco.

In un Paese come la Grecia, dove la politica e sempre stata segnata dalle personalita, non deve stupire che l’ordinamento politico avviatosi nell’euforia dopo la caduta della dittatura militare nel 1974, e giunto ora a una sorta di «default fiscale», abbia avuto origine dallo scontro tra due leader politici dalle idee radicalmente diverse sul come organizzare la nuova societa del post-autoritarismo: Karamanlis e Papandreou.

Konstantinos Karamanlis, fondatore del partito conservatore Nuova Democrazia (Nd) e capo del governo tra il 1974 e il 1980, ha perseguito una politica pragmatica di cambiamento graduale e di moderazione per promuovere la democrazia e aumentare le possibilita per la Grecia di accedere alla Comunita europea. Il progetto politico che proponeva, e che ha caparbiamente cercato di portare a compimento, poggiava su tre capisaldi. Il primo era la creazione di un quadro istituzionale solido volto a produrre un sistema bipartitico che garantisse governi forti, con una nuova Costituzione che rinforzasse l’esecutivo per consentire ai governi di lavorare in modo piu efficiente. Il secondo era uno Stato forte che fosse orientato verso lo sviluppo economico della nazione. A tal punto ha insistito Karamanlis nel perseguire quest’obiettivo, da giungere ad attuare un massiccio programma di nazionalizzazioni nell’ economia greca che sostenitori e oppositori hanno soprannominato «social-mania». La terza componente del progetto politico di Karamanlis era l’europeizzazione del Paese. Fermamente convinto com’era che l’adesione all’UΕ fosse la strada migliore tanto per consolidare la democrazia quanto per conseguire un’ulteriore crescita economica, ne ha fatto lo scopo principale del suo governo e un elemento chiave della piattaforma del suo partito.

Opposto a Karamanlis si trovava Andreas Papandreou, brillante oratore pubblico politico, il quale, gia nel 1974, aveva fondato il Movimento Socialista Panellenico (PASOK), un partito radicale di aperta opposizione alla socialdemocrazia europea dominante. Il progetto di Papandreou, zeppo di retorica ideologica e utopismo politico di sinistra, si trovava ai diretti antipodi di quello di Karamanlis in tutte e tre le sue linee guida. La prima vedeva l’elevazione del popolo (piuttosto che dei cittadini) a centro del palcoscenico a spese delle istituzioni politiche. A questo scopo Papandreou promuoveva un imprudente programma di espansione economica che si basava sul controllo dello Stato della dittatura militare e delle sue risorse senza fornire una base stabile di tassazione in grado di finanziare una politica del genere.

La seconda era il supporto di uno Stato esteso e generoso, ancorche non necessariamente forte, orientato verso una politica di clientele. Lo Stato, in altre parole, piuttosto che promuovere il benessere nazionale collettivo, doveva fornire posti di lavoro e benefici sociali a persone selezionate, per la maggior parte sostenitori del PASOK.

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