Anna Molnar

Spinelli scrisse del Trattato le seguenti parole: „Poiche tutta la sovranita resta nelle mani degli Stati membri, la sua applicazione dipendera in tutto e per tutto dalla loro buona volonta. Finche ci sara una congiuntura economica favorevole e uno sviluppo della politica di liberalizzazione, il Trattato funzionera, poiche gli Stati membri saranno interessati a farlo funzionare. Se la congiuntura cambiera, se lo sviluppo del Mercato comune ledera questo o quello Paese, o questo o quel gruppo economico politicamente predominante in questo o quello Stato, se uno o piu Stati giungeranno alla conclusione che per loro e piu conveniente sottrarsi agli impegni assunti, tutti gli organi della Comunita potranno ben far sentire le loro ammonizioni e i loro consigli (…) La Comunita andra in pezzi.”

Anche se durante i seguenti decenni la Comunita ebbe un periodo molto difficile, in realta non succedeva tutto come Spinelli lo prevedeva. Le cooperazioni economiche tra gli Stati membri sembravano piu resistenti, degli elementi di divisione. Infatti la Comunita non ando in pezzi neanche durante il periodo della crisi economica mondiale.

Il ritiro dalla politica

Durante gli anni ’60 Spinelli passo un periodo di studio e di riflessione sulle relazioni internazionali. Collaboro dal ’62 con la rivista, Il Mulino. Dall’ottobre di 1962 divenne il „visiting professor” al centro bolognese della Johns Hopkins University, dove teneva un corso sulla Comunita europea.

Negli anni Sessanta si rese conto che la CEE e la sua amministrazione, nonostante le sue aspettative iniziali, erano abbastanza solide, rendendo il processo assai irreversibile. Ma riteneva che il crollo dell’integrazione potesse avvenire in qualsiasi momento per la mancanza delle istituzioni democratiche soprannazionali.

Durante questo periodo cercava di nuovo di influenzare l’elite politico europeo. E tendeva a convincere le forze socialiste che avevano superato il loro rapporto ostile verso l’integrazione europea.

Nell’ambito della Commissione europea

In seguito, attraverso l’attivita seguita nell’ambito della Commissione delle Comunita europee e del Parlamento europeo, Spinelli tendeva a realizzare il suo scopo principale: l’Assemblea costituente eletta direttamente con il mandato di elaborare un progetto di costituzione europea, trasformazione di un’Assemblea costituente o attraverso una propria iniziativa tramite un apposito mandato conferito dai governi nazionali, elezione diretta del Parlamento europeo dal contestuale conferimento di un mandato costituente, referendum sul mandato costituente al Parlamento europeo.

Nel 1970 Spinelli divenne membro della Commissione della CEE. Dopo essere divenuto membro della Commissione esecutiva della Comunita pensava che la Commissione potesse assumere il ruolo di guida per accelerare il processo dell’integrazione europea. Il suo scopo principale rimaneva l’attribuzione di un ruolo costituente al Parlamento europeo, connesso con la sua elezione diretta.

Parlava sempre dell’esigenza improrogabile dell’approfondimento dell’integrazione con la creazione di istituzioni piu democratiche che potevano essere piu efficaci per affrontare i problemi connessi con la crisi economica mondiale degli anni Settanta.

Il progetto del Trattato

Negli ultimi anni di Spinelli aveva un’ultima iniziativa per il rilancio di una riforma della Comunita e per l’attribuzione di un mandato costituente formale al Parlamento europeo.

Dopo aver visto che la Commissione non poteva assumere il ruolo di guida per realizzare la Federazione europea, pensava che il Parlamento europeo sarebbe stato capace di rappresentare tale ruolo, poiche grazie alla sua elezione diretta poteva assumere poteri effettivi per diventare la costituente.

Nel 1976 Spinelli divenne membro del Parlamento europeo, dopo essere stato nominato dalla Camera dei Deputati, dalla quale era stato eletto nelgiugno 1976 come candidato indipendente nelle liste del Partito Comunista Italiano. Fu poi eletto nelle elezioni europee del 1979 e del 1984. La decisione per le elezioni dirette del Parlamento europeo fu considerata dai federalisti come il preannuncio di un processo che avrebbe avvicinato l’unione politica.

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